Ricostruzione genealogica · registri dello stato civile napoleonico
Sette generazioni ricostruite a partire dai registri di nascita, matrimonio e morte del Comune di Fortogna (frazione di Longarone), conservati nell'Archivio di Stato di Belluno e digitalizzati sul Portale Antenati — più un albero genealogico personale e le testimonianze della famiglia, dalla coppia che emigrò in Brasile fino ai giorni nostri.
Nessuno dei registri brasiliani consultati — l'indice degli immigrati di Santa Catarina, il museo digitale dell'immigrazione veneta — riportava il cognome Mazzorana. La conferma è arrivata dal lato italiano: sfogliando a mano i registri dello stato civile di Fortogna tra il 1807 e il 1810, si vedono comparire più volte tre generazioni della famiglia, perché Osualda de Nettis, moglie di Giacomo Mazzorana, era la levatrice ufficiale del paese e per legge doveva firmare la dichiarazione di nascita di ogni parto a cui aveva assistito.
La grafia del cognome varia già da uno scrivano all'altro dell'epoca — Mazzorana, Mazorana, Mazzovana — fenomeno comune nei registri manoscritti rurali del periodo. In questa pagina il nome compare normalizzato come Mazzorana; la grafia originale di ciascun documento è conservata nelle citazioni dirette.
Non compare direttamente in nessun registro consultato — la sua esistenza si deduce dal patronimico "del fu Pietro" (formula che indica un padre già defunto) apposto al nome del figlio Giacomo in due atti distinti, il che conferma che a quella data era già morto.
Osualda firma atti di nascita a Fortogna ogni anno dal 1807 al 1810 — anche per bambini senza alcuna parentela con la famiglia, per dovere d'ufficio. È proprio questa ricorrenza ad aver permesso di ricostruire tutto l'albero qui sotto.
Compare come madre in un atto di nascita di Fortogna del 1807, il che la colloca nella stessa generazione di Giacomo — troppo giovane per essere sua figlia, dato che il figlio di lui, Mattio, aveva 23 anni nel 1809. Il grado esatto di parentela (sorella, cugina) non risulta dal documento.
Nessun registro la nomina direttamente — la sua esistenza si deduce dal fatto che nel 1810 Giacomo Mazzorana è citato come "avo" (nonno) di Bortolo, il cui padre era questo Domenico. Poiché Bortolo non porta il cognome Mazzorana, il legame dev'essere per via materna.
Questi nomi vengono dall'albero genealogico personale, non dai registri del Portale Antenati. Con Carlo e Stefano a colmare l'intervallo, il vuoto tra Mattio Mazorana (n. c. 1786, sposato nel 1809) e la generazione confermata nel 1875 si chiude quasi del tutto: per le date, Carlo è il candidato naturale al ruolo di figlio di Mattio stesso, nato poco dopo il matrimonio del 1809.
Mattio Mazorana si sposò nel maggio del 1809 — un figlio di nome Carlo nato nel 1825 avrebbe avuto 20 anni quando nacque Stefano, nel 1845, e i conti tornano ancora, anche se con un margine più stretto del previsto. Nell'albero genealogico i genitori di Carlo non sono registrati (né il padre né la madre), quindi il legame con Mattio resta un'ipotesi, non una conferma.
Ebbero almeno altre cinque figlie oltre a Giulio: Bersalia (n. 1865), Maria (1869–1950), Degnemerita (n. 1873), Angela (n. 1883) e Arcangela. Anche Bersalia morì in Brasile (1954) — segno che l'emigrazione potrebbe aver coinvolto più di un figlio di Stefano, non solo Giulio.
Il matrimonio civile fu celebrato a Urussanga (SC) il 16 aprile 1898 — a quella data Giulio, che aveva allora 23 anni, viveva già in Brasile. È questo atto a chiudere la questione su chi sia emigrato: non il figlio Guido, che nacque già in Brasile.
Secondo l'albero genealogico disegnato da una discendente (Judite Mazzorana), ebbero dieci figli: Angelica, Irene, Pierina, Estefano, Maria, João, Miguel, Guido, Amabeli e Antonio. Elenco non ancora incrociato con gli atti di stato civile — vedi il ramo di Miguel più sotto.
Niente di tutto questo invalida l'albero, ma sarebbe bene che la famiglia verificasse: (1) il matrimonio religioso di Giulio e Verginia risulta registrato nel 1896, due anni prima del matrimonio civile del 1898 — potrebbero essere due eventi reali e distinti, oppure una delle due date potrebbe essere sbagliata. (2) il certificato di matrimonio attribuisce a Verginia 21 anni nel 1898 (nascita ≈ 1876–77), mentre l'albero nell'app registra 1875. (3) una citazione di fonte su FamilySearch stesso indica la morte di Giulio nel "1960", a fronte del 1969 dell'estratto di Longarone e del profilo principale nell'app — probabile errore di battitura in quella citazione specifica. (4) il nome della madre di Giulio compare come "Feltrin Giuliana" nell'estratto di nascita, "Veronice Feltrin" nel certificato di matrimonio e "Veronica Giuliana Feltrin" nell'app — probabilmente la stessa persona con nome composto, scritto in modi diversi da scrivani diversi nell'arco di più di un secolo.
Miguel era figlio di Giulio & Verginia — fratello di Guido, non di Giulio (correzione di una lettura precedente di questo albero). Con Enerina ebbe almeno otto figli: Verginio, Hilário, Olívio, Julia, Assumpta, Lucia, Ilma e Angelo.
Date provenienti da un documento di ricerca genealogica della famiglia (formato NSCTO/DC/DF, forse legato a una pratica di cittadinanza italiana). Il documento conferma con esattezza le date di Giulio già registrate in questo albero (n. 20 lug. 1875, matrimonio 16 apr. 1898, morte 15 mag. 1969) — un buon indizio dell'affidabilità di questi dati, anche in assenza di certificato allegato.
Figlia: Tânia Regina B. Mazzorana Farias (n. 26 dic. 1974), sposata con Sérgio de Oliveira Farias (n. 14 mag. 1971) il 23 set. 2000. Figlia della coppia: Thalita Castorina Mazzorana Farias (n. 29 gen. 2001). Tânia e Sidney sono cugini di primo grado (entrambi nipoti di Miguel, tramite figli diversi).
Cinque figli confermati in questo documento (un albero disegnato a mano dalla famiglia elencava anche una "Telma" che qui non compare — da verificare se coincida con una delle figlie elencate):
È stato Jade a fornire buona parte delle conferme di questo albero dal 1810 in poi, compresi i certificati di Giulio e Verginia qui sopra.
L'Índice Onomástico de Imigrantes dell'Arquivo Público de Santa Catarina registra tre Moro sbarcati insieme al porto di Laguna nel 1887: Vicenzo Moro (54 anni), Maria Moro (49 anni) e Angelo Moro (18 anni), tutti "Itália / Italiano" — probabilmente padre, madre e figlio. Le età tornano perfettamente: Angelo (n. c. 1869) avrebbe avuto circa 41 anni quando nacque Veronica, nel 1910.
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